Paris Vision

Regia : Renato Job
Fotografia : Pino Colla
Montaggio : Lino Dedevitiis
Produzione : Carlo Giorgi, Renato Job

"Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perchè Parigi è una festa mobile." Ma non erano parole dirette ai turisti, meno che mai ai clienti dell'agenzia turistica Paris Vision.

Comunque, prima che Jacques Tati ci desse con la sua ironia la diagnosi di un male che si andava estendendo al cervello, prima che Hemingway scrivesse "Festa mobile", una guerra di sei settimane spazo via quel che resstava di una delle grandi figure della cultura occidentale.
Occupata Parigi, Hitler si recò a visitarla. Esiste una cronoca filmata della visita. Un fenero corteo di automoili percorre le strade della capitale che appare completamente deserta. Lungo tutto il percorso solo un paio di poliziotti. I parigini sembrana svaniti nel nulla. Ma possiamo immaginarli che spiao il passaggio del dittatore. Chi è quest'uomo che ha potuto tanto?.
Qualcuno avrà pensato: "E' soltanto una delle tante teste che prima o poi cadrà."
Ma non è così. Quella di Hitler è solo una delle tante teste ddi un'Idra che è appena nata e la cui potenziale pericolosità non èsoltanto annunciata ma già minuziosamente indagata giorno per giorno, lungo il breve arco di tempo che va dal 1920 al 1930.

Ogni epoca ha i suoi mostri e la poesia tenta la loro esorcizzazione. Ma gli avversari di oggi, quelli che Lorens chiama gli otto peccati capitali della nostra civiltà, ci appaiono come gli uomini, e più biblici che mitologici, perchè conducono alla distruzione dello spazio vitale e offuscano, nell'intimo dell'uomo, ogni rispetto per la bellezza e la grandezza della creazione che lo sovrasta.