Quale Verità

Quando furono nell’ascensore privato di Luigi, ampio e rilucente spazio astratto composto solo di specchi, le due gemelle si moltiplicarono magicamente, e mentre loro erano intente a controllare il trucco, il naso, le scarpe e la situazione sempre precaria e imprevedibile dei capelli, Luca gioì di sentirsi immerso in quella moltitudine di fanciulle clonate.

Ma la delicata e vulnerabile intimità del gineceo, giunta al quarto piano, si spalancò se non proprio su una caserma, su qualcosa che le somigliava molto.

Luca non si aspettava una simile ressa. La notorietà del concorso che il progetto di quel somaro aveva inesplicabilmente vinto era riuscita ad attirare in casa sua anche un gran numero di giovani. Vi si respirava un’atmosfera persino troppo goliardica che forse non era stata prevista. Ma, come dai collaboratori del suo studio, Luigi era molto amato dagli studenti che affollavano le aule del suo allevamento industriale di architetti.



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