Poesie /

Ripercorrendo vecchi quartieri

1.

  • La casa di Annibale
  • è un mobile impigliato in una nuvola
  • su una terrazza di Napoli, un pranzo
  • che si riscalda con le mani, un muro
  • pericolante, un tetto da cui piove
  • sull’armadio e sul tavolo, in perenne
  • lotta con gli elementi, sottosopra
  • tutto il giorno, i cuscini stropicciati,
  • le tende gonfie di vento, le imposte
  • che sbattono, è una casa luminosa,
  • come la gioventù, senza segreti,
  • panni e lenzuola stesi ad asciugare
  • la fanno lievitare, anche dai vicoli
  • nello specchio del bagno vedi il cielo
  • e il mare.

2.

  • La casa di Carlo è la casa fraterna
  • nella quale ho temprato la speranza,
  • casa di libri, muri di parole,
  • finestre di pensieri, che le quinte
  • tempestose dell’isola di Ariele
  • celano al vostro sguardo. Sarà sempre
  • abitata da uomini che il mondo
  • inutilmente cerca di annientare.
  • Ha stanze che si spostano seguendo
  • strade, binari, corridoi aerei,
  • e tavole imbandite dalla vita.
  • Forse una volta (o due volte) una donna
  • ha tentato di farne con mattoni
  • e calce un simulacro, per amore.

3.

  • La casa di Luca
  • ha già visto ronzare alle finestre
  • i piccoli robot-Cupido alati
  • che tirano agli amanti con il laser,
  • ma sempre al cuore. Dormono in solaio,
  • arrugginite, i denti acuminati
  • nelle bocche socchiuse, antiquariato
  • del terrore, le bambole meccaniche
  • di Barbarella, e al centro delle stanze
  • ardono, grattacieli in miniatura,
  • le tastiere elettroniche, ma intorno
  • ancora templi si attardano, e simboli
  • carichi d’ombra e di luce, e frammenti
  • di auree iscrizioni, e i lignei santuari,
  • le colonne, le celle, gli architravi,
  • i timpani, del giallo, del celeste,
  • del rosa degli affreschi si colorano
  • come l’aurora, ancora. Ad una stella,
  • l’ultima che si spegne, è dedicata.

4.

  • La casa di Ugo parla, è silenziosa
  • solo se non la vedi,
  • più che una casa è un incrocio di strade,
  • più che un incrocio di strade una selva
  • di segnali, di stop spirituali,
  • di avvertimenti, di presentimenti,
  • vecchi alcuni di secoli, impazziti
  • di saggezza, galoppano da fermi
  • come cavalli a dondolo, se dormono,
  • dormono in piedi, e sognano
  • solo le cose inutili, le zampe
  • rosa di un gatto appena nato, il fischio
  • di un merlo, mai il denaro; quasi sempre,
  • come i cartelli stradali, hanno gambe
  • lunghe e sottili, di animali miti,
  • eleganti, di antilopi, di strani
  • fenicotteri.

5.

  • La casa di Urano somiglia al suo nome.
  • Inutilmente cerca di sottrarsi
  • ai teoremi geometrici del cosmo,
  • e assume travestendosi altre forme
  • diverse dalla sfera, come tavolo,
  • sedia, sala da pranzo o del trono.
  • Trappola forse per uomini incauti,
  • per astronauti, inutilmente gli alberi
  • pietrificati leviga e l’ardesia
  • di defunti vulcani.
  • In fondo a un telescopio, più lontana
  • di quel che sembra, è un ricordo di casa,
  • o un desiderio, e va disancorata
  • nave, pianeta deserto, bersaglio
  • di meteoriti.